ERBE: Apiaceae
Oenanthe crocata L.
Divisione: Angiospermae

Famiglia: Apiaceae

Nomi italiani: Finocchio d’acqua, Prezzemolino

Nomi sardi: Àppiu burdu, Àppiu de arriu, Erba sardònia, Fenugu de acqua

Periodo di fioritura: V-VI

Habitat: acquitrini, fossi, prati palustri, corsi d’acqua


Descrizione: pianta erbacea perenne, alta fino a 150 cm, con fusto ramoso, cavo, striato e solcato, con radici per lo più formate da tuberi obovoidi o cilindrici affusolati e ristretti in alto, ocra-aranciati sulla superficie esterna, bianchi e carnosi all'interno; foglie basali tri- o quadripennate con segmenti d'ultimo ordine da ovati a cuneati, quelle cauline bi- o tripennate con segmenti da ovati a lineari; ombrelle terminali con 10-40 raggi non ingrossati dopo la fecondazione; fiori bianchi con 5 petali bilobi e calice a 5 denti; frutti cilindrici di 4-6 mm, sormontati da 2 stili.

È una specie sub-atlantica (ovest-mediterraneo-atlantica) diffusa in Italia esclusivamente in Sardegna e isole vicine.
Attenzione: tutta la pianta è molto tossica; contiene princípi attivi ad azione neurotossica ed enterotossica, capaci di provocare convulsioni e coma seguite da esito letale.

NOTA - è interessante notare che questa specie, tra i vari nomi dialettali sardi, viene definita Elva sardònia, Erba sardònia, Sardònia, Sardònica, tuttavia lo stesso nome viene attribuito anche al Ranunculus sceleratus L., comunemente noto come Ranuncolo palustre, Sardònia, Prezzemolo del diavolo.
L'etimologia, dal lat. (herba) sardonia, che è dal gr. sardonia, femm. dell'agg. sardonius "sardo, della Sardegna" (cfr. Devoto-Oli - Vocabolario Illustrato della Lingua Italiana) ci conduce alla nota espressione "riso sardonico" (risata maligna, piena di sarcasmo e derisione), la quale deriva dalle conseguenze dovute all'ingestione di quest'erba che già anticamente si riteneva crescesse in Sardegna le cui sostanze tossiche in essa contenute provocano contrazioni atroci e improvvise dei muscoli facciali che pongono in evidenza i denti, tanto da deformare il volto in un'oscena e penosa risata e successivamente persino la morte.
Alcuni antichi scrittori greci, molto interessati al sacrificio dei vecchi, raccontano che gli abitanti della Sardegna sacrificavano a Cronos i genitori anziani e che questi, mentre morivano, ridevano.
La pratica sacrificale consisteva nel fare ingerire ai genitori, ormai vecchi e sofferenti, la velenosa herba sardonia capace di accelerarne la morte; costoro venivano portati in un luogo vicino a un dirupo e bastonati dai propri figli fino a farli cadere nel precipizio. Il rito prevedeva che anche i figli dovessero ridere e si ipotizza che anch'essi, in dosi minori, ingerissero la stessa erba al fine di ottenebrare i sensi prima di commettere il crimine.
Al riso dei figli durante lo svolgimento del rito ed a quello dei vecchi che ridevano affrontando la morte (che forse ridevano anche per quello che attendeva ai loro figli), seguiva quello che si formava sul corpo straziato dei vecchi: il riso del trionfo sulla morte. Per tale motivo pare sia nato il detto "riso sardonico".
L'eliminazione fisica dei genitori in età avanzata (rito generalmente riservato ai figli primogeniti) era una pratica abbastanza comune nell'antichità di cui rimane traccia non solo in Sardegna ma anche in altre parti d'Italia, in Asia e in Africa e tra gli indiani d'America, pratiche forse necessarie e divinizzate da queste antiche popolazioni che non potevano permettersi di mantenere nella comunità i propri membri più deboli.
Resta da stabilire, (oltre alla veridicità delle cronache degli antichi scrittori), se la velenosa herba sardonia sia da identificare con il Ranunculus sceleratus L., presente in tutto il territorio italiano ma raro e incostante, o con l'Oenanthe crocata, quest'ultima presente in territorio italiano esclusivamente in Sardegna, dove peraltro è da ritenersi comune. Alcune fonti citano col nome di herba sardonia anche la Cicuta aglina (Aethusa cynapium L.), ma, se si dà credito agli antichi scrittori, tale citazione è da considerare imprecisa in quanto questa specie non risulta essere presente in Sardegna.





sotto: le radici tuberose

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a lato: i frutti





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sopra: alcune immagini fotografiche di Oenanthe crocata








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